In panchina dell'Alfero siede l'uomo che nel 2008/09 portò il Vallesavio in Promozione. Di fronte, una squadra che in casa dell'Alfero non ha mai vinto e che fuori casa non vince da dodici partite. Quattro precedenti, un solo ex in campo, un campionato intero che parte da lì. Venite a vederlo.
Di derby veri, nella valle, ce ne sono pochi, e quello di sabato lo è per una ragione che non sta scritta in nessun regolamento: sulla panchina di casa siede un pezzo di storia della squadra ospite. Alessandro Visotti, allenatore dell'Alfero al secondo anno, il Vallesavio lo ha guidato per quattro stagioni, dal 2007/08 al 2010/11. E nel 2008/09 gli ha regalato una delle stagioni più belle della sua storia: primi nel girone H di Prima Categoria, settantaquattro punti, ventidue vittorie, otto pareggi e quattro sconfitte in trentaquattro partite, quarantacinque gol fatti e venti soli subiti. Promozione. Si capisce perché, a Borello, quel nome lo pronuncino ancora con un certo rispetto.
Ora il destino, che nel calcio di paese ha un senso dell'umorismo tutto suo, lo rimette di fronte alla sua vecchia creatura alla prima giornata, in un girone di dodici squadre dove ogni punto pesa come un sacco di patate. Visotti non è uno che si commuove facilmente: sedici stagioni in panchina nell'archivio, quattrocentotrentotto partite, e undici di quelle stagioni sulla panchina della Bagnese: nessun allenatore della Bagnese, nel nostro archivio, ne conta di più. Ha visto passare generazioni di pedatori, ha conosciuto le retrocessioni e le risalite, ha perduto due volte proprio contro il Vallesavio nel 2017/18, quando allenava la Bagnese. Vae victis, dicevano i latini; lui, in questa valle, i vinti li ha conosciuti da tutte e due le parti. Sabato dovrà fare l'unica cosa che un ex non vorrebbe mai fare: battere i suoi ricordi.
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