
Di derby veri, nella valle, ce ne sono pochi, e quello di sabato lo è per una ragione che non sta scritta in nessun regolamento: sulla panchina di casa siede un pezzo di storia della squadra ospite. Alessandro Visotti, allenatore dell'Alfero al secondo anno, il Vallesavio lo ha guidato per quattro stagioni, dal 2007/08 al 2010/11. E nel 2008/09 gli ha regalato una delle stagioni più belle della sua storia: primi nel girone H di Prima Categoria, settantaquattro punti, ventidue vittorie, otto pareggi e quattro sconfitte in trentaquattro partite, quarantacinque gol fatti e venti soli subiti. Promozione. Si capisce perché, a Borello, quel nome lo pronuncino ancora con un certo rispetto.
Ora il destino, che nel calcio di paese ha un senso dell'umorismo tutto suo, lo rimette di fronte alla sua vecchia creatura alla prima giornata, in un girone di dodici squadre dove ogni punto pesa come un sacco di patate. Visotti non è uno che si commuove facilmente: sedici stagioni in panchina nell'archivio, quattrocentotrentotto partite, e undici di quelle stagioni sulla panchina della Bagnese: nessun allenatore della Bagnese, nel nostro archivio, ne conta di più. Ha visto passare generazioni di pedatori, ha conosciuto le retrocessioni e le risalite, ha perduto due volte proprio contro il Vallesavio nel 2017/18, quando allenava la Bagnese. Vae victis, dicevano i latini; lui, in questa valle, i vinti li ha conosciuti da tutte e due le parti. Sabato dovrà fare l'unica cosa che un ex non vorrebbe mai fare: battere i suoi ricordi.
Poi ci sono i numeri, e i numeri raccontano un derby giovane ma già piccante. Quattro precedenti, tutti fra il 2022/23 e il 2023/24, tutti di campionato. Tre vittorie dell'Alfero, una del Vallesavio, dieci gol a quattro. In casa dell'Alfero, due partite su due vinte dai padroni di casa: 4-1 il 20 dicembre 2022, 3-2 il 28 ottobre 2023, con due gol del Vallesavio che non bastarono a scalfire la regola. Il Vallesavio l'unica soddisfazione se l'è presa a Borello, 1-0 nell'aprile del 2023; l'ultima parola, però, è stata dell'Alfero, 0-3 proprio a Borello nel marzo del 2024, con Pietro Iavarone che in due derby ne ha infilati tre. In casa dell'Alfero il Vallesavio non ha mai vinto. Mai.
C'è un altro numero che a Borello conviene conoscere, e che noi scriviamo con la delicatezza che si riserva ai malati di stagione. Il Vallesavio non vince in trasferta da dodici partite: l'ultima volta fu il 22 marzo del 2025, un 1-3 sul campo della Sarsinate. Nell'ultimo campionato, lontano da casa, zero vittorie, quattro pareggi e sette sconfitte, sei gol fatti e ventuno subiti. Ma attenzione a ridere troppo presto, perché il calcio di Terza è il regno del ribaltone: in coppa, a inizio settembre, i gialloneri di Velio Benvenuti ne hanno fatti sette al Ranchio. Sette. E Alessandro Tontini, goleador di casa con nove gol in archivio sotto quella maglia, è ancora lì a ricordarlo.
L'Alfero, dal canto suo, arriva al debutto con la bocca asciutta. Due partite di coppa, zero gol fatti: 0-0 con la Due Emme U21, 0-1 con la Sarsinate, deciso da Santi all'ottantottesimo. E nelle ultime due stagioni quelli dell'alta valle si sono ritrovati tredicesimi su quattordici, con l'anno scorso cominciato a secco, zero punti nelle prime tre giornate. Epperò ad Alfero si ricordano bene anche il 2023/24, quando in casa non perse mai: dieci vittorie e tre pareggi, terzo posto finale. Il campo di via Santa Barbara, a Riofreddo, sa essere un fortino arcigno, e chi ci è salito d'inverno lo sa: l'aria fina taglia le gambe a chi viene dal fondovalle.
E poi c'è l'ex in campo, uno solo, e sta in porta. Mirco Benci, portiere, nel 2023/24 era nella rosa del Vallesavio; quest'anno difende i pali dell'Alfero. Conosce a memoria gli attaccanti che si troverà davanti, o almeno ne conosce le abitudini, e loro conoscono le sue. Fra ex, si sa, nessuno regala niente: è la legge del burdèl che torna al campetto del suo vecchio quartiere e vuole vincere a tutti i costi, per dimostrare che aveva ragione ad andarsene.
Il resto lo scriverete voi, sugli spalti. Perché un derby di Terza Categoria non lo fanno solo i ventidue in campo: lo fanno le sciarpe, i termos di caffè, i cori sbagliati, gli ex compagni di scuola divisi fra una tribunetta e l'altra, i nonni che commentano ogni rinvio come fosse una finale. Sabato, a Riofreddo, si alza il sipario su un campionato intero, e la prima scena la recitano l'uomo della promozione del 2008/09 e la squadra che quella promozione l'ha vissuta. Portatevi il cappotto e la voce.
Chi manca sabato, il derby lo leggerà soltanto. Venite a viverlo.