
Alfero sta a settecentocinquanta metri, sotto il Comero e il Fumaiolo, in mezzo al castagneto più vasto dell'Appennino romagnolo: gente di montagna, abituata a contare le cose che restano. Quest'estate le è toccato contare quelle che se ne sono andate. Nella rosa della nuova stagione non c'è Giacomo Cinarelli, tredici stagioni in biancoverde e 102 gol fra quelli che l'archivio ha registrato. Non c'è Riccardo Acciai, quindici stagioni, il più fedele di tutti. Non ci sono Paolo Maselli, nove stagioni e 17 gol, Tommaso Checcaroni, che da difensore ne ha messi dentro 16, e Davide Melini, 14 in tre campionati. Sommati fanno quasi mezzo secolo di Alfero uscito dallo spogliatoio in una sola estate.
Il momento, poi, non era dei più comodi. La stagione passata si è chiusa al tredicesimo posto in Seconda Categoria, 24 punti, 30 gol fatti e 45 subiti, e il campionato nuovo si gioca un gradino più in basso. Chi scende di categoria, di solito, si stringe ai suoi vecchi come a un tabarro buono. L'Alfero li ha lasciati andare tutti insieme: coraggio o necessità, lo dirà il campo, che è giudice lento ma senza appello.
Al loro posto sale dalla valle un pezzo di Sarsinate. Alberto Acquaviva, 19 gol in archivio con quella maglia; Francesco Bottura, che ne ha segnati 11; il difensore Samuele Fabbri. Tornano Leonardo Zani, biancoverde dal 2015 al 2023, e Andrea Locatelli; fra i pali va Mirco Benci, 35 anni, una lunga storia alla Bagnese. L'età media resta la più alta della valle, ventotto anni e mezzo. È uranio d'esperienza, dicono i conti; ma l'esperienza è legna stagionata, arde bene e arde piano, e la Terza Categoria si gioca spesso col fiato corto.
Il nodo è uno, e sta tutto in area di rigore. Acquaviva e Bottura, sommati, fanno trenta gol in archivio; Cinarelli da solo ne ha fatti centodue. Il goleador non si compra al mercato, si coltiva in anni di palloni vaganti, e per tredici stagioni Eupalla quei palloni li ha mandati quasi sempre dalla stessa parte. Adesso dovrà imparare nomi nuovi, e l'Alfero dovrà darle una ragione per farlo: servirà una squadra che arrivi in area in tanti, visto che non c'è più chi ci arrivava da solo.
Poi c'è il calendario, che ha il gusto della beffa. L'anno scorso l'Alfero passò 2-1 a Sarsina, con un gol di Cinarelli al 74', e al ritorno fu 2-2. Il 28 novembre la Sarsinate salirà ad Alfero e troverà tre dei suoi con la maglia di casa: derby o rimpatriata, si vedrà. Chi lascia andare cento gol in un'estate deve saperli ritrovare in fretta, e il 26 settembre, col Vallesavio, l'Alfero ha il primo appuntamento per dimostrare che il castagno vecchio ha ancora rami buoni.