Sezioni
Il Giornalista
Anno I · N. 6Valle del Savio, venerdì 25 settembre 2026
La prima intervista Sampierana · Promozione girone D

Due gol, poche parole: il capitano ci ha risposto

Per la prima volta un giocatore della valle ha risposto alle domande del giornale. È Simone Braccini, capitano della Sampierana e autore dei due soli gol dei suoi in campionato. Del gol del 58' allo Sparta dice soltanto che bisognava stopparla; chi era in tribuna racconta un aggancio su un lancio lungo e un pallonetto sul portiere.

La Redazione21 settembre 2026
Simone Braccini, capitano della Sampierana.
Sampierana Simone Braccini, capitano della Sampierana.Foto: per gentile concessione di Simone Braccini

C'è un giorno, nella vita di un giornale, che vale più di tutti quelli venuti prima, ed è il giorno in cui qualcuno risponde. Fino a ieri Il Giornalista aveva un archivio, dei numeri e una valle intera da raccontare, ma nessuno che gli parlasse: si scriveva di uomini che non ci conoscevano, sulla sola fede di un tabellino. Poi, in un messaggio arrivato a fine domenica, il capitano della Sampierana ha preso le nostre domande e ci ha risposto una per una. È la prima intervista di questo giornale, e non potevamo chiederla a uomo più adatto: al capitano del centenario, che in due partite di campionato ha segnato tutti i gol della sua squadra.

Del gol di domenica al "Campodoni", quello che al 58' ha battuto lo Sparta Castelbolognese, Simone Braccini ci ha detto questo: «Arriva da un lancio del centrale e in quel momento pensi solo a stopparla». Nient'altro. Chi era in tribuna, e ce l'ha raccontato, ha visto qualcosa di più. Un pallone lungo calato dalla difesa, un aggancio di quelli che fanno mormorare le panche; e poi, col portiere in uscita, un pallonetto delicato che si è posato in rete senza fretta. Un gol di pregevole fattura, giurano i testimoni. Lui ne ha raccontato la metà più faticosa, lo stop, e del resto ha taciuto.

In un tempo in cui il gol si festeggia prima ancora di segnarlo, un attaccante che del proprio colpo migliore descrive soltanto la parte di fatica merita che lo si scriva: si chiama umiltà, ed è merce assai più rara di un pallonetto.

Ecco le domande e le risposte, così come ci sono arrivate.

I suoi due gol stanno dentro una sconfitta per quattro a uno e una vittoria per uno a zero. Che differenza c'è, per chi calcia, fra un gol che non serve e un gol che decide?

«I due goal sono tutti dell'1-0, quindi praticamente identici.»

Ha ragione lui, e ci ha corretti con garbo. A Cervia, il 13 settembre, in casa del Del Duca Grama, il suo colpo al 24' aveva portato avanti la Sampierana, prima che la partita girasse dall'altra parte. Per chi segna, il gol del vantaggio è sempre lo stesso gol: è il resto dei novanta minuti a decidere come chiamarlo.

Il pallone del 58': da dove arriva, che cosa vede prima di colpirlo?

«Arriva da un lancio del centrale e in quel momento pensi solo a stopparla.»

Cento anni di Sampierana e una squadra piena di ragazzi: chi porta la fascia, in una squadra così, fa il capitano o fa il maestro?

«Tutte e due. E ci vuole molta pazienza.»

A Cervia, contro il Del Duca Grama, quattro gol presi, sette giorni dopo la porta inviolata. Che cosa è cambiato in una settimana?

«Nulla. Giocare in 10 ha condizionato la partita di Cervia.»

È un fatto che il tabellino non diceva e che noi non sapevamo: a Cervia la Sampierana ha giocato in dieci. Lo scriviamo con le sue parole, perché è lui ad avercelo detto, e perché cambia la lettura di quel quattro a uno più di qualunque statistica.

Nove gol nel 2023/24, cinque nel 2024/25, otto nel 2025/26: si sente un attaccante che fa il capitano o un capitano che segna?

«Mi interessano solo prestazioni e risultati del gruppo.»

Risposta da capitano. Basterebbe da sola a spiegare la fascia.

A Simone Braccini va il nostro grazie, e non è un grazie di rito. Rispondere a un giornale nato da tre giorni, che non ha una redazione da mostrare né un nome da vantare, è un atto di fiducia; e la fiducia, nel calcio di paese, si concede a chi si conosce. Lui ce l'ha data prima di conoscerci. Speriamo che il suo esempio faccia strada: che dopo il capitano della Sampierana rispondano gli altri, i giocatori e gli allenatori di Alfero, Bagno, Sarsina e Mercato Saraceno, chi segna il primo gol della vita e chi, dopo vent'anni di campo, ne segna ancora. Il calcio di provincia le sue storie le ha sempre avute: gli mancava chi le scrivesse. Da oggi c'è, e comincia da un uomo che del suo gol più bello ha raccontato soltanto lo stop. Non poteva cominciare meglio.