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Il Giornalista
Anno I · N. 6Valle del Savio, venerdì 25 settembre 2026
I Boccia Il venerdì dei giovani · Puntata 1

Il Giovane!

Non ti ricordi l'ultima Coppa del Mondo vinta dall'Italia? Allora sei un Boccia! Un Bibo! E burdèl! Insomma, tu sei… il Giovane.

La Redazione25 settembre 2026
Chi si ricorda Berlino? Ogni pallino è un giocatore delle rose 2026/27 delle nostre squadre: in nero i Boccia, nati dopo la finale del 9 luglio 2006.
Valle del Savio Chi si ricorda Berlino? Ogni pallino è un giocatore delle rose 2026/27 delle nostre squadre: in nero i Boccia, nati dopo la finale del 9 luglio 2006.Foto: grafica de Il Giornalista (strumenti/grafica/boccia_copertina.py)

VALLE DEL SAVIO — Facciamo un giuoco, e rispondete sinceramente. Dov'eravate la sera del 9 luglio 2006, quando Fabio Grosso prese la rincorsa sul dischetto dell'Olympiastadion e Cannavaro, pochi minuti dopo, alzò la coppa sopra Berlino?

Se ve lo ricordate, se sapete dire a quale bar, con quale maglia e con quale cugino abbracciato, siete maturi: l'età della ragione calcistica l'avete passata da un pezzo, e sovente la raccontate. Se c'eravate ma di quella notte vi resta solo la bandiera sul balcone, e la conoscete dalle fotografie della mamma, eravate troppo piccoli: fate parte della generazione di mezzo, quella che ha visto tutto e non ricorda niente. Ma se quella sera non c'eravate proprio, perché la cicogna aveva ancora da partire, allora siete dei Boccia.

Boccia, in Romagna, sono i ragazzi. E noi i ragazzi li amiamo, senza pretattica. Nel calcio di frontiera, quello che si gioca fra la montagna e il confine toscano, su campi dove d'inverno la palla rimbalza sul ghiaccio e d'estate sulla polvere, dove le frazioni hanno poche centinaia di anime e ogni domenica bisogna trovare undici maglie da riempire, i giovani non sono il futuro: sono la spina dorsale. Senza di loro, molte squadre della valle non arriverebbero in fondo a ottobre.

Ecco allora i numeri, squadra per squadra, e cominciamo ab ovo. Nelle quattro rose che RomagnaSport ha già pubblicato i Boccia sono ventidue, ventiquattro se si contano due volte i due ragazzi di cui diciamo più sotto. La Due Emme ne schiera nove su ventotto ed è la più giovane fra le rose pubblicate, poco più di 23 anni di media; la Sampierana ne ha otto su venti, quattro giocatori su dieci, la quota più alta di tutte; la Bagnese cinque su ventiquattro. Chiude l'Alfero, due su venticinque: lassù Berlino se lo ricordano quasi tutti, venti su venticinque, e al bar ve lo raccontano ancora con gli occhi lucidi. Di Sarsinate e Vallesavio non sappiamo ancora nulla: le rose non sono uscite. Le aspettiamo, e appena arrivano i loro Boccia entrano nel conto.

Ci sono poi due ragazzi dotati dell'ubiquità, virtù tipica dei vent'anni. RomagnaSport mette Marco Batani nelle rose della Sampierana e della Bagnese, e Matteo Sartini in quelle della Due Emme e della Sampierana. Dove giocheranno lo diranno le distinte: nel grafico, per ora, li contiamo in tutte e due.

E proprio Batani, goleador della compagnia, apre il nostro taccuino, perché i gol sono la sola moneta che nel calcio non si svaluta. Quattro in archivio, e il primo è di quelli che ti restano addosso: il 24 febbraio 2024, al novantesimo, decise lui Due Emme–Sampierana, zero a uno, quando ancora non aveva diciotto anni. Poi altri tre con la Bagnese, l'ultimo all'ottantottesimo contro il Collinello. Dietro di lui Enrico Balassini, tre gol con la Bagnese: uno in casa della Rubicone Calisese che valse la vittoria, due in un pomeriggio contro il Sant'Ermete. Poi Enrico Mariotti, due con la Due Emme, e Rassidou Yabre, uno. Gli altri il nome sul tabellino non l'hanno ancora scritto, ma sono giovani anche per questo: per avere tempo.

I ragazzi, però, non stanno fermi, e il mercato dei paesi nemmeno. Cominciamo da Antonio Locatelli, che a rigore Boccia non è: è del gennaio 2005, e la notte di Berlino non aveva ancora un anno e mezzo. Ma la sua è la strada che molti dei nostri ragazzi conoscono: due stagioni all'Alfero, due gol con la maglia biancoverde, poi la discesa dalla montagna alla Bagnese, dove è alla seconda stagione e il nome sul tabellino l'ha già scritto, al novantesimo, in casa del Superga 63. Batani, lo si è visto, ha risalito il Savio da San Piero a Bagno; Federico Biasini l'ha risalito la stagione passata, dal San Vittore alla Due Emme. E ci sono otto maggiorenni che l'archivio, prima di quest'anno, non aveva mai incontrato in una delle nostre rose: Corzani e Fiaschetti alla Bagnese, Barchi, Moretti, Spignoli e Soldati alla Sampierana, Bianchi alla Due Emme, e l'ubiquo Sartini. Da dove vengano, se dalle giovanili o da altre piazze, ce lo diranno loro.

C'è poi chi le nostre rose le ha lasciate. Michele Di Novella, che la stagione passata RomagnaSport mette a segno una volta col Castenaso, a settembre, e poi sei volte con la Sampierana, nella rosa nuova non c'è; non c'è Thomas Nucci, due stagioni alla Due Emme, e non c'è un ragazzo minorenne della stessa squadra. Di Sebastiano Lo Monte, al Vallesavio l'anno scorso, sapremo quando uscirà la rosa di Borello. Dove siano andati, l'archivio non lo dice e noi non tiriamo a indovinare: chi ha cambiato maglia ce lo scriva, il taccuino ha ancora pagine bianche.

Tre dei nostri Boccia sono ancora minorenni. Di loro diciamo soltanto che ci sono; i nomi li faremo quando i genitori ci diranno di sì.

Da oggi, ogni venerdì, questa pagina è loro. Terremo il conto dei gol, dei debutti, delle stagioni in prima squadra; a fine girone rifaremo i numeri e vedremo chi è cresciuto. Non per stilare pagelle da burdèl, ma per dare a ognuno il merito che il campo gli riconosce, e un po' di sana rivalità fra paesi, che nella valle non è mai mancata e non deve mancare. La scommessa è la più bella del mestiere: indovinare oggi chi fra dieci anni sarà un giocatore vero.

Ragazzi, scriveteci. Il primo gol, il debutto, la partita che vi ha tolto il sonno: vogliamo saperlo da voi.

Berlino non l'avete vista. Il vostro Mondiale si gioca ogni fine settimana.