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Anno I · N. 24Valle del Savio, sabato 24 ottobre 2026
Il personaggio Bagnese · 1ª Categoria H

Fabiani, non è andata benissimo

Nell'intervista uscita il 3 ottobre il mister della Bagnese Fulvio Fabiani ci parlava di cani randagi che non mollano l'osso. Domenica una partita col Granata che RomagnaSport ora segna sospesa, poi l'ambulanza: dimesso in serata, ci dicono, sta bene. Cinque punti in quattro partite.

La Redazione12 ottobre 2026
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Fulvio Fabiani, allenatore della Bagnese dalla stagione 2026/27.
Bagno di Romagna Fulvio Fabiani, allenatore della Bagnese dalla stagione 2026/27.Foto: RomagnaSport

Com'è finita. domenica 18 ottobre S. Ermete – Bagnese 1-0 (Nicolas Lazzari 29').

Di cani randagi ci parlava Fulvio Fabiani, nell'intervista uscita il 3 ottobre. Il mister della Bagnese, che la valle la conosce perché nel nostro archivio aveva già guidato la Due Emme, ai suoi burdèl aveva chiesto di essere «cani randagi e non cani d'appartamento o con il pedigree», e ci aveva spiegato il perché con un'immagine che non si dimentica: «Se un cane randagio ha un osso in bocca e ti avvicini anche solo a 3 metri per prenderglielo, ti stacca il braccio dalla spalla». Domenica, al Locatelli-Agnoletti, l'osso pareva esserselo portato via il Granata, tre a zero; stamattina RomagnaSport la partita la segna «Sosp.», sospesa, e a chi resti quell'osso lo deciderà il Giudice sportivo.

Ora, diciamolo col garbo che si deve a un uomo che ci ha raccontato la sua squadra senza filtri: domenica, al mister, non è andata proprio benissimo. Un tabellino che domenica diceva tre gol presi in casa e stamattina dice sospesa, e fin qui è il giuoco, che una domenica dà, l'altra toglie e qualche volta non sa nemmeno lui che cosa. Poi, a stare ai racconti che ci sono arrivati, un parapiglia, e un giocatore del Granata che colpisce in faccia proprio lui, con un pugno secondo un giocatore della Bagnese, con un pallone secondo la società; l'espulsione; la corsa del mister verso gli spogliatoi; poco dopo il malore e l'ambulanza. E in piazza, per giunta, c'era la sagra dello zambudello. Una di quelle domeniche, insomma, in cui chiunque avrebbe firmato per restarsene a tavola.

La notizia che conta, però, è un'altra, e la diciamo senza ironia: il mister sta bene, e secondo un giocatore della Bagnese è stato dimesso dall'ospedale in serata. Il resto, ci perdonerà, si può raccontare col sorriso.

I conti della sua Bagnese, del resto, li conosce meglio di noi. Quattro partite con un risultato, cinque punti: lo zero a due col Cattolica all'esordio, l'uno a uno a Viserba con la Victoria, il due a uno al Torconca Cattolica col gol al 90', il due a due di Miramare col Real Rimini, per un conto di cinque gol fatti e sei subiti; la quinta, quella di domenica, aspetta il Giudice. In classifica, per RomagnaSport, cinque punti in quattro gare, gli stessi del Granata. Il vulnus sta dietro. «Facciamo ancora i soliti errori a difesa schierata», ci aveva confessato lui stesso, e sei gol in quattro partite gli danno ragione con una puntualità di cui avrebbe fatto volentieri a meno.

Mal comune, se può consolarlo. Nella stessa intervista aveva descritto la Due Emme come «un classico cane da salotto con il pedigree»; domenica, a Borello, anche il cane col pedigree è rimasto a bocca asciutta, zero a uno col Cattolica al 90'. Eupalla, si vede, aveva da fare altrove, e non ha fatto sconti né ai randagi né ai purosangue.

Domenica la Bagnese va in casa del S. Ermete, che di punti ne ha uno in meno: partita da terzini arcigni e da osso conteso, di quelle che a lui piacciono. Per fare calcio, ci aveva detto, «servono fatica, sacrifici e dedizione»; sovente serve anche una domenica meno storta di questa, epperò quella non s'allena. Bentornato, mister: l'osso è ancora lì.