Il regolamento lo chiama recupero, ed è parola onesta: si rende alla partita il tempo che le hanno tolto i cambi, le perdite di tempo, i giocatori rimasti a terra. Sabato 17 ottobre, sui tre campi di Terza Categoria dove giocavano le nostre, codesto tempo restituito è stato il più caro del pomeriggio. Di tre partite, due le ha decise un gol arrivato dopo il novantesimo. In extremis, appunto.
A Riofreddo il recupero ha dato. L'Alfero era passato al 10' con Andrea Battistini, la Junior Gatteo aveva pareggiato all'82' con un rigore di Marques, e al quarto minuto di recupero il rigore è toccato all'Alfero: Michele Lanzi l'ha trasformato, e la vittoria in casa, che all'Alfero mancava dal primo marzo, è tornata dopo duecentotrenta giorni. Recupero, nomen omen.
Nel nostro archivio Michele Lanzi ha segnato con l'Alfero almeno quarantaquattro gol, il primo nel 2014/15; sei sono arrivati nel recupero, e soltanto quello di sabato ha portato una vittoria. È pure il primo rigore che l'archivio gli registra. C'è poi una simmetria che pare scritta apposta: nelle due partite giocate in casa in questo campionato, il gol decisivo è caduto tutte e due le volte al novantesimo più quattro. Il 26 settembre, nel derby, lo aveva segnato il Vallesavio, e l'Alfero aveva perso; sabato l'ha segnato l'Alfero. Lo stesso minuto prima toglie, poi rende.
Non è un vizio nuovo. Dal 2010/11 l'archivio conta almeno sette vittorie dell'Alfero decise da un gol al novantesimo o dopo, cinque delle quali nel recupero, e già nel gennaio del 2024, contro il San Carlo, un altro rigore al novantesimo più quattro aveva girato una partita in casa. Ci sono squadre che il tempo lo subiscono; l'Alfero, sovente, se lo tiene per ultimo.
Al Braschi, invece, il recupero ha tolto. La Sarsinate era andata avanti al 7' con Manuel Bosi, secondo gol del suo campionato, e la sua porta restava vergine da trecentoventisette minuti di campionato, recuperi esclusi perché l'archivio non li registra, quando al 57' Versari ha pareggiato per la Pol. Sala. Poi, al 92', Faja. Prima sconfitta della stagione, coppa compresa, e primi gol subiti in campionato. Nessuna porta resta vergine in eterno, e cedere alla sola squadra del girone che non ha mai perso un punto non è un disonore. La capolista ha fatto quattro su quattro, e in dieci gol ha mandato a segno otto pedatori diversi: non un goleador, una compagnia intera.
A Borello il recupero non ha cambiato nulla, perché il Saline Romagna aveva già fatto i conti prima, con Ndiaye al 15' e Balducci al 60'. Magrini ha accorciato al 70', e il Vallesavio ha segnato senza raccogliere. È la seconda sconfitta di fila, e i gol subiti in quattro partite sono sette: chi vuole stare in alto comincia a farlo dalla propria area.
Gli italiani hanno un nome per codesta faccenda, zona Cesarini, da quando Renato Cesarini, il 13 dicembre 1931 a Torino, segnò all'Ungheria il gol della vittoria all'ultimo minuto. Molti la chiamano fortuna. A noi pare piuttosto un pezzo di giuoco come gli altri, che non si regala e non si chiede in prestito: dura poco, epperò vale tre punti quanto il primo tempo intero. Lo sa anche un burdèl che si smette di giocare al fischio, non quando l'orologio segna novanta.
La classifica, intanto, si allunga. La Pol. Sala comanda con dodici punti, tre più del Saline Romagna e cinque più di Sarsinate e Alfero, appaiate a sette; col criterio del giornale, che a parità di punti guarda i gol fatti, la Sarsinate è terza e l'Alfero quarto. Il Vallesavio è decimo, a quattro. Di partite, ne mancano ancora tante, e all'Alfero sabato è toccata la parte allegra.
Il novantesimo è un'abitudine. Eupalla porta l'orologio suo.
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