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Anno I · N. 8Valle del Savio, domenica 27 settembre 2026
Editoriale Gli ultimi minuti

Le beffe

Ieri a Riofreddo il Vallesavio ha vinto il derby con Magrini al 90+4' e l'Alfero è rimasto con la beffa. Dal 2010/11 i gol dall'88' in poi hanno cambiato 195 partite delle nostre squadre. Fortuna? Noi diciamo di no.

La Redazione27 settembre 2026
Alfero: lo stemma della squadra
Alfero
Alfero Al posto degli undici, lo stemma: la foto di squadra l'aspettiamo da chi l'ha scattata. Le fotografie hanno un padrone e la roba d'altri non si prende. Mandatecela: redazione@ilgiornalista.com.

Novantesimo, più quattro. All'ottantasettesimo il derby di Riofreddo diceva uno a uno, e un pareggio fra Alfero e Vallesavio non avrebbe scandalizzato nessuno; poi Edoardo Magrini ha trovato la porta e la stessa partita, nello spazio di un respiro, si è spaccata in due partite diverse, una da raccontare per anni a Borello e una da rimuginare a lungo a Riofreddo. Il calcio ha pochi attimi così netti. Chi ha segnato ha goduto come si gode una volta ogni tanto, con tutto il corpo; chi ha preso il gol ha sofferto come si soffre quando il punto pareva in tasca, e all'improvviso non c'è più.

Di beffe, in questa valle, se ne sono viste più di quante la memoria sappia tenerne. Le abbiamo contate con l'archivio, che conosce i minuti dei gol dal 2010/11 e li ha tutti soltanto dal 2014/15: per ultimo minuto intendiamo ogni gol dall'88' in poi, recupero compreso. Fra le partite di cui sappiamo tutti i marcatori, 195 delle nostre sei hanno cambiato esito in quella manciata di minuti. Nell'archivio intero, contando ogni squadra e non solo le nostre, i gol dall'88' sono 3.461 su 38.172: poco più del nove per cento, uno ogni undici, stipati in un pezzo di partita che sull'orologio pare niente e sulla classifica pesa quanto una domenica intera.

Poi c'è il dato che ci ha fatto sorridere, perché sembra scritto da un vecchio del bar. Tre squadre su sei, nei finali, hanno preso esattamente quanto hanno lasciato: il Vallesavio diciannove punti guadagnati e diciannove persi, la Due Emme ventinove e ventinove, la Sarsinate ventisei e ventisei. Ex aequo, al punto. Una volta tocca a me, una volta a te. Il Vallesavio lo sa meglio di tutti: il 30 aprile 2022 lo zero a zero fra Sarsinate e Vallesavio è diventato uno a zero al 90+5', gol di Francesco Bottura, e ieri la ruota ha girato dall'altra parte. La Due Emme, dei cinque derby cambiati dall'88' in poi, ne ha subiti tre, eppure nel conto lungo pareggia al centesimo.

Chi ha goduto di più è la Sampierana, trenta punti presi negli ultimi minuti e undici pareggi trasformati in vittorie; epperò di punti ne ha anche lasciati trentadue, perché il giuoco è un'altalena e chi sale molto scende altrettanto. Chi ha sofferto di più è la Bagnese: undici vittorie diventate pareggi dall'88' in poi, il numero più alto fra le sei, e un saldo di dieci punti in rosso. Alla Bagnese, lo diciamo con affetto, servirebbe un ripasso di melina, quell'arte antica di tenere il pallone lontano dai guai quando l'orologio corre; il campionato è lungo, e c'è tutto il tempo per smentirci. Il gol più tardo di tutti porta ancora la firma di Bottura, al 90+8' di un Sarsinate-Virtus Olimpia finito uno a uno il 29 ottobre 2022: due volte oltre il novantesimo nel giro di sei mesi, un goleador che ha capito prima di altri che la partita finisce soltanto quando fischia l'arbitro.

Ed è qui la bellezza di questo giuoco, che nessun altro sport regala con la stessa crudeltà gentile. Si può stare un'ora e mezza a far catenaccio, a soffrire di contropiede, a sbagliare l'ultimo passaggio, e poi Eupalla si ricorda di te in extremis. Lo sa ogni burdèl che ha giocato in un cortile fino al buio, col «chi segna vince» gridato quando la mamma chiamava dalla finestra. È per quei minuti che la gente resta al campo anche quando la partita sembra detta, ed è per quei minuti che il giorno dopo se ne parla ancora.

Qualcuno la chiama fortuna. Noi no. La fortuna, se fosse soltanto fortuna, starebbe una volta di qua e una volta di là senza guardare in faccia nessuno, e per tre delle nostre squadre sembra quasi andare così. Ma allargando lo sguardo a tutto l'archivio, dieci stagioni con i marcatori completi, i numeri dicono un'altra cosa: le prime classificate chiudono i finali in attivo di un punto a stagione, centosette guadagnati contro sessantatré persi, quelle fra il secondo e il quinto posto quasi altrettanto, mentre chi sta oltre il decimo posto nei finali ci rimette. Siamo onesti fino in fondo: le squadre più forti non segnano di più all'88', in proporzione ai loro gol, anzi un filo meno. Semplicemente, quando la partita si decide, il conto torna più spesso dalla loro parte, e sempre dalla stessa. Il caso non fa così. Il caso non ha preferenze; chi è più forte e ci crede fino all'ultimo pallone sì.

Per questo non diremo mai che Magrini ha avuto fortuna, né che l'Alfero ha avuto sfortuna. Nei derby fra le due, prima di ieri, i gol dall'88' erano stati quattro, tre dell'Alfero e uno del Vallesavio, e nessuno aveva cambiato un risultato; quello di ieri è il primo. Il conto dei finali fra Riofreddo e Borello si è aperto adesso, e toccherà all'Alfero pareggiarlo. Audentes fortuna iuvat, dicevano i latini, e lo diciamo con loro, perché ci crediamo fortemente.

Alla lunga, la fortuna aiuta gli audaci.