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Il Giornalista
Anno I · N. 6Valle del Savio, venerdì 25 settembre 2026
Editoriale

Il lunedì dei conti

Primo lunedì del giornale: la valle mette mano al pallottoliere, ed Eupalla, dea bizzosa del giuoco, le consegna due vittorie di misura, un punto strappato al mare e due squadre ancora in attesa. Stasera si contano anche i tifosi. Ed è soltanto la prima delle nostre classifiche.

La Redazione21 settembre 2026

Di lunedì, nelle valli dove il pallone è religione minore ma praticata con fervore da cattedrale, si fanno i conti. Non quelli della bottega, che hanno scadenze e notai; i conti del cuore, tenuti a memoria e rifatti al banco del bar con la pedanteria di un curato che verga il registro dei battesimi. Chi ha vinto, chi le ha buscate, chi è rincasato con un punto in saccoccia e l'aria furbesca di averlo sgraffignato. È il primo lunedì de Il Giornalista, e anche noi, contabili devoti, apriamo il pallottoliere.

All'attivo, colonna che si compila con la penna buona, stanno due vittorie. La Sampierana ha piegato lo Sparta Castelbolognese per uno a zero al «Campodoni», in Promozione; la Due Emme è scesa a Marignano e ne è risalita con lo stesso uno a zero, in Prima Categoria. Il minimo scarto: risultato taccagno e insieme eloquentissimo, il solo che il vecchio calcio all'italiana abbia mai tenuto in autentico onore. Dice che si è patito, che nulla è stato scialacquato, che quel gol, unico e perciò sacro, è stato custodito come l'ultimo cerino in una notte di tramontana. L'uno a zero non è una vittoria dimezzata, checché ne pensino gli esteti della goleada: è la vittoria nuda, senza orpelli, quella che Eupalla concede a chi ha saputo meritarla soffrendo.

Poi viene la voce che i ragionieri chiamano sopravvenienza. Sabato, a Viserba, la Bagnese ha strappato alla Victoria il primo punto dell'annata: uno a uno, dopo lo zero a due dell'esordio col Cattolica. Un punto solo, obietterà il contabile pignolo. Ma è un punto riportato dal mare alla montagna, raccolto dove un anno fa si era lasciato tutto; e certi punti somigliano a certe lettere, che pesano non per ciò che dicono ma per l'ora in cui arrivano.

Ed Eupalla, che ha il gusto del paradosso e l'ironia delle dee minori, si è divertita a scrivere con la medesima penna. Il gol della Bagnese reca la firma di Michael Braccini, difensore; quello della Sampierana la firma di Simone Braccini, capitano. Stesso casato, due uomini, due maglie, due reti che valgono oro: nomen omen, dicevano i latini, e la valle, che è piccola, ogni tanto si concede il vezzo di specchiarsi. A Marignano, poi, ha deciso un altro pedatore di retroguardia, Massimiliano Ceredi, che non la buttava dentro da un anno esatto. Quando a far gol sono proprio coloro che avrebbero il mandato di impedirlo, vuol dire che i burdèl della valle hanno trovato il coraggio prima ancora dello schema.

Al passivo, che passivo non è ma vigilia, stanno Alfero e Sarsinate, ancora ai box perché impegnate in coppa: il campionato lo cominceranno sabato, l'Alfero in casa col Vallesavio, la Sarsinate sul campo della Longianese. Attendere, nel calcio di paese, non è tempo morto: è la stagione in cui si stringono i lacci, si contano gli uomini, si fa pace con le assenze. Chi parte per ultimo ha sugli altri un solo vantaggio, e non è poca cosa: sa già che cosa lo aspetta.

Ma i conti vanno chiusi fino all'ultima riga, e stasera contiamo anche i tifosi. Nella nostra prima classifica, quella dei follower, comanda la Sampierana, che già scorge all'orizzonte il muro dei mille; il guizzo della settimana è però della Due Emme, che cresce più di tutte e punta la Bagnese come il segugio la lepre. Si sorrida pure: è un giuoco. Ma confessiamo subito il vizio che ci portiamo addosso: vogliamo mettere in classifica ogni cosa. Il campo più alto e quello più prossimo al mare, la rosa più giovane e il pareggio più ostinato, i gol segnati in vent'anni e quelli incassati in una stagione sciagurata, e perfino la maglia più bella, che sceglierete voi. Ogni settimana una classifica nuova, e di ciascuna, statene certi, si disputerà al bar fino a notte fonda, perché una classifica è un'opinione travestita da numero e i romagnoli le opinioni non le hanno mai tenute in tasca. Questa dei follower è soltanto la prima.

E qui entrate in gioco voi. Da oggi Il Giornalista ha una porta sempre aperta:

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Funziona così. Aprite Telegram, cercate quel nome, premete «Avvia» e mandateci ciò che avete: la foto della partita, il video del gol, un vocale, due righe di testo, il risultato di una categoria che nessuno racconta, l'idea per la prossima classifica. Il bot vi farà qualche domanda — chi siete, per quale squadra, di che partita si tratta, chi ha scattato la foto — e vi chiederà il permesso di pubblicare col vostro nome; se nell'immagine ci sono ragazzi minorenni, servirà il consenso dei genitori. Nulla esce senza che la redazione l'abbia vagliato: ma ciò che è vero, e ci arriva così, trova posto nel giornale, col nome di chi l'ha mandato.

Il campanile, lo diciamo da gente di valle, non è mai stato fatto soltanto di pietra. È fatto di chi segue, di chi guarda, di chi racconta, di chi la domenica c'è. Da lì cominciamo: da chi c'è. E da chi, da stasera, ci scriverà.