Di noi, in tredici giorni, avete letto tutto fuorché i nomi. Il giornale è uscito il 19 settembre col numero zero, come fanno i ragionieri prudenti che cominciano a contare da dove non c'è ancora niente, e con questo arriva al numero dieci: sei squadre della Valle del Savio, un archivio che parte dalla stagione 2006/07, le partite giocate e quelle in arrivo. La domanda del titolo, a questo punto, ce la facciamo da soli.
Nella pagina «Chi siamo» abbiamo scritto che la nostra identità resterà sconosciuta. Lo confermiamo, cum grano salis. In valle ci si conosce tutti, e nessuno che abbia frequentato un bar di paese crede davvero che un segreto, da queste parti, possa durare quanto un campionato: prima o poi qualcuno metterà insieme due indizi, farà un nome, e magari sarà quello giusto. Lo sappiamo. Ne siamo perfettamente consci, e non ci spaventa: in incognito non vogliamo starci per sempre, e del resto non potremmo.
Larvatus prodeo, annotava Cartesio: avanzo mascherato. Noi avanziamo così dal primo numero, epperò la maschera non è un vezzo, né un catenaccio messo davanti alla porta per paura di prendere gol. Serve a una cosa sola, che si legga ciò che è scritto e non chi lo ha scritto, giacché in una valle dove ogni cognome ha un paese e ogni paese ha una squadra, un nome sotto un pezzo diventerebbe subito una maglia.
Quando sarà, dunque, che sia a modo nostro. Non per una soffiata, non per una chiacchiera da bancone, ma nel giorno e nel modo che sceglieremo noi. Nessuna pretattica, in questo: se qualcuno ci scoprirà prima, gli faremo i complimenti per il fiuto, e i patàca saremo stati noi.
C'è poi l'altra domanda, quella che ogni lettore ha il diritto di farsi: se dietro il giornale ci sia qualcuno, o soltanto una macchina. Rispondiamo senza melina. Dietro Il Giornalista ci sono persone. L'intelligenza artificiale la usiamo, e lo abbiamo scritto dal primo giorno nella pagina che spiega come: raccoglie le notizie con la fonte, conta i gol e le partite dell'archivio, prepara le prime stesure. La usiamo per fare ciò che ci rende soddisfatti, cioè questo giornale. E nulla di più.
Che cosa diventa notizia, quale giudizio dare a una difesa che balla, che cosa esce e che cosa resta nel cassetto: questo lo decidono persone, e nessun pezzo va online senza che una persona lo abbia letto e abbia detto sì. La macchina non dorme, è vero. Ma non firma. Quando sbaglia, e sbagliamo anche noi, c'è la pagina delle rettifiche, e la usiamo.
Eupalla, che dei rimbalzi del pallone decide tutto, non ha mai chiesto a nessuno i documenti: le basta che si giuochi onesto. A noi basta lo stesso.
Chi siamo? Persone a cui piace questo giuoco, con un attrezzo nuovo in mano. Il nome, a suo tempo.