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Anno I · N. 9Valle del Savio, lunedì 28 settembre 2026
Editoriale Il fine settimana

Ancora

Sabato il Vallesavio vince al 90+4' in casa d'altri, domenica la Bagnese al 90' in casa propria. Lo stesso colpo, due volte in due giorni: come la canzone che abbiamo messo sotto la storia della Bagnese, come Micky Ward in The Fighter.

La Redazione28 settembre 2026
Alfero: lo stemma della squadra
Alfero
Alfero Al posto degli undici, lo stemma: la foto di squadra l'aspettiamo da chi l'ha scattata. Le fotografie hanno un padrone e la roba d'altri non si prende. Mandatecela: redazione@ilgiornalista.com.

Ancora. La parola ce la portiamo dietro da domenica sera, da quando l'abbiamo messa sotto la storia Instagram della Bagnese: una canzone che si chiama così, «Ancora», quella di Eduardo De Crescenzo a Sanremo nel 1981, poi cantata da Mina e da mezza musica italiana, scelta per accompagnare un gol arrivato quando il tempo pareva finito. Non l'avevamo scelta a caso, epperò solo dopo ci siamo accorti di quanto fosse giusta.

Perché il fine settimana della valle è stato questo, la stessa cosa due volte. Sabato, a Riofreddo, il Vallesavio ha vinto il derby con l'Alfero al 90+4', gol di Edoardo Magrini, goleador per una sera in casa d'altri, e in campionato, fuori casa, non vinceva dal 22 marzo 2025. Domenica, al Locatelli-Agnoletti, la Bagnese ha fatto lo stesso in casa propria: uno a uno col Torconca fino al novantesimo, poi la punizione di Marco Batani nel varco della barriera, e la prima vittoria di campionato. Il colpo del giorno prima, ripetuto il giorno dopo, a campi invertiti. Repetita iuvant, dicevano i latini. A Bagno l'hanno preso alla lettera.

Ed ecco il terzo filo. Chi ha visto The Fighter, il film di David O. Russell del 2010, sa di che cosa parliamo. Mark Wahlberg è Micky Ward, pugile di Lowell che nessuno dà per vincente, e Christian Bale è il fratello Dicky, che lo allena fra una caduta e l'altra. Micky non ha cento colpi. Ne ha uno, anzi una serie, e la sa ripetere fino alla noia: testa-corpo. Prima il pugno alla testa; l'altro, d'istinto, alza il braccio a coprirsi e scopre il fianco; allora parte il secondo, al fegato, e l'incontro finisce lì. Non all'inizio, quando le gambe sono fresche e la guardia sta su da sola: alla fine, nelle riprese in cui l'incontro pare già scritto e l'avversario ha cominciato a crederci. Gli è riuscito più di una volta. Nel 1997 con Alfonso Sanchez, che non aveva mai perso; e a Londra, nel marzo del 2000, con Shea Neary, campione dei superleggeri, ventidue incontri e ventidue vittorie, quello che tutti davano per favorito. È la sera che il film racconta: all'ottavo round il campione è finito, e il telecronista, nel film, grida l'unica cosa che c'è da gridare: «Lo ha rifatto ancora».

Il paragone non è una forzatura, e chi era sugli spalti lo sa. Due partite pesanti, il fine settimana. Un derby, Alfero-Vallesavio, di quelli che in valle valgono una stagione intera; e un Davide contro Golia, la Bagnese contro il Torconca, squadra che, a sentire lo spogliatoio di Bagno, è partita per vincere il campionato. Novanta minuti a guardia alta, a prenderle e a restituirle, e l'uno a uno scritto sul tabellone come una sentenza. Poi, all'ultimo momento, tutte e due hanno trovato il loro testa-corpo: il Vallesavio a Riofreddo, al quarto minuto di recupero; la Bagnese a Bagno, il giorno dopo, sulla punizione di Batani. Lo hanno rifatto. Ancora.

Guardatelo, quel film, se non l'avete visto. Stasera, dopo cena, invece dell'ennesima replica. Di pugni e di pallone, in valle, si capisce più di quanto si creda: squadre e pugili che nessuno mette in copertina, le famiglie sugli spalti, e la convinzione testarda che il colpo buono arrivi se lo si ripete abbastanza.

Poi c'è l'altra faccia, e va detta. Ancora vale anche per chi le prende. Filippo Magri ha segnato al novantesimo anche a Diegaro, e stavolta il colpo è toccato alla Sampierana, che era già sotto di uno. Nel pugilato come nel giuoco del pallone, il gancio dell'ultimo round non guarda la maglia. Eupalla, sovente, ha la memoria corta e il senso dell'umorismo lungo.

Noi il fine settimana l'abbiamo raccontato minuto per minuto, e la parola ce la teniamo: una canzone sotto una storia, un film da consigliare, tre gol dal novantesimo in poi in due giorni. Per la prossima domenica, burdèl, chiediamo una cosa sola.

Ancora.