A Bagno di Romagna, domenica, in piazza c'era la sagra dello zambudello e al Locatelli-Agnoletti si giocava Bagnese–Granata: una di quelle domeniche d'ottobre che dovrebbero finire a tavola e che invece, signori miei, sono finite in un giallo. Pugno o pallone? Chi ha colpito chi, e con che cosa? E la partita, poi: finita o sospesa? Da domenica sera i racconti sono arrivati in redazione uno dietro l'altro, ciascuno con la sua verità e ciascuno, va detto subito, con la sua maglia addosso. Stamattina, alle sei, a una di quelle domande ha risposto il tabellino. E ha dato ragione a un tifoso.
Si parte ab ovo, cioè dal tabellino, che non ha tifo né opinioni ma che in una notte, a quanto pare, ha cambiato idea. Domenica, per RomagnaSport, la partita era finita tre a zero per il Granata, con l'ultimo gol al 70' e il finale registrato alle 17:47. Alle 06:01 di stamattina la stessa partita è segnata «Sosp.»: sospesa. Il tre a zero non c'è più. Nessun risultato è omologato, e che ne sarà di questa partita lo deciderà il Giudice sportivo; a che minuto si sia fermata, e perché, RomagnaSport non lo scrive. Tutto il resto, da qui in avanti, è racconto di qualcuno, e come tale ve lo diamo, dicendo sempre chi parla: i racconti di parte si prendono cum grano salis, ma si prendono, perché sono la materia prima del nostro mestiere.
Il primo a scriverci è un tifoso che domenica era in tribuna. Alle 19:53 ci manda su WhatsApp un dispaccio da corrispondente di guerra, quattro righe secche come fucilate: «Rissa». «Partita sospesa». «Mister della bagnese svenuto». E un minuto dopo: «Uno della bagnese pugno in faccia a uno degli altri». Domenica sera quel «Partita sospesa» pareva il grido di un tifoso col cuore in gola, e il tabellino, domenica pomeriggio, lo smentiva; stamattina RomagnaSport l'ha messo nero su bianco. Su questo, il tifoso aveva ragione lui. In un secondo racconto, più disteso, lo stesso tifoso mette in fila la sua versione. Sulla fascia un giocatore del Granata, in sovrapposizione, dà un colpetto a un attaccante della Bagnese, e da lì nasce un parapiglia; nella confusione un giocatore del Granata tira il pallone, che colpisce l'allenatore della Bagnese, Fulvio Fabiani; l'arbitro espelle chi l'ha tirato; Fabiani si mette a correre verso gli spogliatoi, poco dopo si accascia, e lo porta via l'ambulanza.
Il secondo racconto viene dallo spogliatoio della Bagnese: un giocatore. Alle 20:02, su Instagram, ci parla di «un colpo in faccia da un loro giocatore» e aggiunge, con la sintesi del pedatore consumato: «Dopo quello è successo tutto il patatrac». Gli chiediamo come sta il mister: «è stato dimesso dall'ospedale», risponde, e chiosa da solo: «Sono cose che rimarranno per sempre». Poi, quando gli chiediamo come sia andata davvero, il colpo in faccia diventa un pugno: «Il nostro mister ha preso un pugno in faccia da un loro giocatore, il giocatore è stato espulso, il nostro mister è partito per andarlo a prendere che era andato negli spogliatoi e dopo pochi secondi é cascato svenuto». E infine: «Ed è intervenuta l'ambulanza».
Terza voce, la più cauta: la società. Il profilo della Bagnese, alle 20:00, ci scrive che non vuole dare «ulteriore adito a polemiche in una situazione che non è di per sé facile». Alle 20:50, però, una cosa tiene a metterla a verbale: «il pallone al mister non è stato tirato da un nostro compagno ma da un giocatore avversario». Nient'altro. Una versione ufficiale, per ora, non c'è.
Mettiamole sul tavolo, codeste tre voci, e guardiamole controluce. Su un punto vanno d'accordo tutte e tre: a colpire l'allenatore della Bagnese è stato un giocatore del Granata. Il tifoso e il giocatore concordano sull'espulsione, e raccontano nello stesso ordine la corsa del mister, il malore e l'ambulanza, una cosa dopo l'altra. Il resto si sfilaccia. Il giocatore dice pugno, epperò nel primo messaggio aveva scritto colpo, mentre la società e il tifoso dicono pallone, e un pallone calciato da vicino e un pugno, a raccontarli la sera di una domenica siffatta, si somigliano più di quanto si creda, ma per il Giudice sportivo restano due cose diverse e possono pesare in modo diverso. Il tifoso dice partita sospesa, e su questo, da stamattina, RomagnaSport gli dà ragione: dove domenica c'era il tre a zero, ora c'è «Sosp.». Sul resto del suo racconto, va detto con onestà, la sospensione non dice niente. Il tifoso parla di rissa, il giocatore di patatrac, la società non ne parla. E il pugno di un giocatore della Bagnese a uno del Granata lo racconta il tifoso soltanto: nessun altro, finora, ce ne ha detto niente.
Poi c'è quel che manca, ed è parecchio. Manca la voce del Granata, che non ci ha ancora detto una parola, e senza la quale un'inchiesta zoppica come un terzino con la caviglia gonfia. Manca il minuto dell'episodio, e mancano il minuto e il motivo della sospensione. Manca il nome di chi è stato espulso, che peraltro, finché non lo scrive un documento ufficiale, da noi non leggereste comunque. E manca soprattutto la parola del Giudice sportivo: toccherà a lui decidere che ne sarà della partita, e nel suo Comunicato espulsioni, squalifiche e motivazioni saranno nero su bianco; quel giorno pugno e pallone smetteranno di litigare.
Ora mettiamoci d'accordo su una cosa, prima che qualcuno si strappi le vesti. Sono cose che capitano. Sono sempre capitate, da quando i burdèl rincorrono un pallone davanti a una tribuna di paese, e ricapiteranno, statene certi, finché il calcio sarà calcio e non un torneo di bridge. Il parapiglia, l'espulsione, la panchina che si alza tutta insieme: è il giuoco della domenica nel suo lato più arcigno, Eupalla lo conosce da sempre, e chi finge di scandalizzarsi ogni volta ha visto poche partite o le ha dimenticate. A noi i buonismi non piacciono, e lo diciamo senza giri di parole: un fatto così si racconta, non si nasconde sotto il tappeto per paura di disturbare. Si racconta bene, però: dicendo chi parla, mettendo le versioni una accanto all'altra, e lasciando l'ultima parola a chi ha il diritto di darla.
Per questo l'invito vale per tutti, e vale da oggi. Al Granata prima di ogni altro, perché la sua versione ci manca e la vogliamo; alla Bagnese, se vorrà dirci di più; ai tifosi delle due squadre e a chiunque domenica fosse al Locatelli-Agnoletti. Si scrive in privato su Instagram a @ilgiornalista_com, oppure a redazione@ilgiornalista.com: ogni versione la verifichiamo prima di pubblicarla, e pubblicheremo quelle di tutte le parti.
Una cosa, intanto, ce l'hanno detta, ed è la più importante: il mister sta bene, e secondo un giocatore della Bagnese è stato dimesso in serata. A Fulvio Fabiani gli auguri della Redazione. Il giallo resta aperto. Il resto è calcio, ed è sempre stato così.